Su Zaffanau ( lo Zafferano)

L’Azienda Agricola Antonio Nicola Cabiddu, situata al centro del Medio Campidano a circa 40 km da Cagliari nel paese di Samassi, ditta a conduzione famigliare, dal 2000 inizia la coltivazione di piante officinali con vocazione biologica e in particolare lo zafferano ed il mirto che per natura non richiedono l’uso di sostanze chimiche per la coltivazione e per la conservazione del prodotto finito,e ben si adattano al clima poco piovoso del sud della Sardegna, infatti nel Medio Campidano si coltiva circa l’80% dello zafferano prodotto in Italia.
Le ceramiche e le terrecotte utilizzate per le confezioni vengono realizzate interamente a mano da abili ceramisti sardi che si rifanno agli oggetti e ai decori della tradizione isolana.

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Zafferano in fili

         
   
 Lo Zafferano

Lo zafferano è un prodotto naturale, dal Crocus Sativus vengono raccolti gli stimmi (tre per ognifiore) ed essiccati in giornata, l’unica manipolazione eseguita sul prodotto consiste nell’aromatizzare gli stimmi freschi con delle quantità piccolissime d’olio d’oliva, un grammo di olio ogni 100 grammi di stimmi; per ottenere100 Gr di stimmi occorrono circa 15.000 fiori, questa operazione conferisce un aroma più intenso, una volta essiccato lo zafferano, se conservato correttamente (teme l’esposizione alla luce e l’umidità) può essere consumato anche dopo 3 – 4 anni senza bisogno d’alcun conservante.

    La coltivazione:

Come coltura è tra le poche ad essere coltivate quasi esclusivamente in     biologico, infatti, trae ben pochi vantaggi dalla somministrazione di       sostanze chimiche, siano concimi o fitofarmaci, non viene utilizzata attrezzatura meccanica né per la raccolta dei fiori né per la loro pulizia, tutte le operazioni sul prodotto vengono effettuate a mano.

Il prodotto è commercializzato “PURO” cioè in fili (o stimmi) come previsto dal disciplinare per l’ottenimento del marchio D.O.P. poiché è l’unico modo per garantire al consumatore la qualità del prodotto (gran parte dello zafferano venduto in polvere viene “tagliato” con altre sostanze come il carcamo).

    La preparazione:

Per utilizzarlo non bisogna far altro che riscaldare il prodotto (non tostarlo) solitamente è sufficiente mettere la quantità di fili da utilizzare, 3 stimmi circa a persona è la dose consigliata, su una superficie preriscaldata (una pentola sul fornello per un minuto va bene) sino a far diventare i fili friabili (circa 30 secondi) dopo di che basta mettere il prodotto tra due fogli di carta forno o simile, passarci sopra un bicchiere o battere con un cucchiaio e il nostro zafferano è pronto all’uso, preferibilmente lo zafferano va polverizzato al momento dell’utilizzo ed aggiunto alle pietanze a fine cottura, chi non volesse polverizzarlo o non ne avesse il tempo, può semplicemente spezzettare i fili con le dita (non serve riscaldare il prodotto) e scioglierli in poca acqua tiepida o brodo, le sostanze aromatizzanti e coloranti dello zafferano sono quelle solubili.



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